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TFR e Rendimento Reale

Come abbiamo detto, la comunicazione istituzionale spinge in modo costante a versare il TFR nei fondi pensione. L’obiettivo di incentivare lo sviluppo della previdenza complementare è sicuramente giusto, perché l’esigenza di integrare la propria pensione pubblica diventerà nel tempo sempre maggiore.

Certo però che a volte lo zelo nel dipingere negativamente la possibilità di tenere i propri soldi nel TFR diventa sospetto. Tempo fa ho trovato sul sito di una delle maggiori compagnie assicurative europee questa autentica perla :




A prima vista potrebbe quasi sembrare corretto: visto che abbiamo detto che il TFR protegge dall’inflazione, è possibile che quando l’inflazione è bassa il TFR non convenga. Vediamo meglio, il calcolo fatto dalla compagnia è il seguente:



Dal che si vede che, se tralasciamo spiegazioni più maliziose tipo che la compagnia assicurativa forse tende a svalutare il TFR perché vuole favorire la vendita dei propri prodotti previdenziali, anche un grande istituto finanziario internazionale cade vittima della cosiddetta “illusione monetaria”, una trappola dalla quale tutti dobbiamo guardarci in tempi di inflazione.

Infatti il rendimento cui la compagnia fa riferimento è il rendimento nominale, quindi al lordo dell’inflazione. Il che vuol dire guardare al rendimento, appunto nominale, fornito dal TFR come da qualsiasi altro strumento finanziario, senza tener conto di quanto il denaro si è svalutato nello stesso periodo a causa dell’inflazione.


Ma, pensiamoci un attimo, si può dire che un rendimento del 6% con un’inflazione anch’essa al 6% sia più alto di un rendimento dell’1,5% quando l’inflazione è pari a zero?

Evidentemente no, quello che conta infatti è il rendimento reale del TFR, come di qualsiasi altro strumento finanziario:



Conclusioni

Guardando il rendimento reale, che rappresenta di quanto aumenta effettivamente la nostra ricchezza, notiamo alcune interessanti:

1. In realtà quando l’inflazione è a zero, il rendimento reale è al livello più alto

2. Fino ad un’inflazione pari al 4% annuo, il TFR, anche al netto delle tasse, è in grado di garantirci la conservazione del valore reale del nostro capitale

3. Al livello attuale di inflazione, circa il 3%, il TFR rende, al netto delle tasse, lo 0,11%. Non molto, ma come abbiamo visto più di qualsiasi titolo di stato di qualità comparabile, che sia indicizzato all’inflazione.

In pratica il TFR protegge bene dall’inflazione, ma in caso l’inflazione tornasse a scendere a livelli vicini allo zero, il TFR renderebbe di più, non di meno.


 

Nota Metodologica: Il calcolo del rendimento reale è, a rigor di matematica finanziaria, leggermente diverso. Con

  • inflazione = 3% e

  • rendimento nominale = 3,75% è

Ma ai nostri fini l’approssimazione con la semplice sottrazione: 3,75% - 3% = 0,75% è più che accettabile.

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